L’arte di regalare l’inaspettato: perché l’utilità è il nemico del vero dono - Petali e passioni Bijoux

L’arte di regalare l’inaspettato: perché l’utilità è il nemico del vero dono

L’arte di regalare l’inaspettato: perché l’utilità è il nemico del vero dono

Esiste una sottile differenza tra "comprare qualcosa a qualcuno" e "fare un regalo".

Mia nonna, ad esempio, mi regalava sempre delle mutande. Erano utilissime, innegabile. Mi servivano, le usavo, ma proprio perché mi servivano e facevano parte della manutenzione quotidiana della vita, non sono mai state un "vero" regalo.

Al contrario, ricordo ancora con un’emozione vivida quel cofanetto a forma di libro che mio nonno – uno che non mi aveva mai fatto nessun regalo – mi porse per i miei diciott'anni: dentro c’era un profumo. Non era una necessità, era un simbolo. Era la scoperta di qualcosa che non mi sarei mai comprata da sola.

Oggi fare regali è diventato difficilissimo. Viviamo in un mondo dove tutti hanno tutto, dove i gusti si sono fatti raffinati e le richieste sempre più specifiche.

Eppure, proprio in questa abbondanza, abbiamo smarrito il senso profondo del donare.

Il regalo non deve essere utile

Se una cosa serve davvero, se è una necessità logistica, di solito ce la compriamo da soli. Il regalo dovrebbe essere l’esatto opposto: un’opportunità di esplorazione.

Il regalo perfetto è quello che ti spinge a conoscere territori nuovi, qualcosa che la persona non si sarebbe mai comprata da sola, ma che la spinge a scoprire delle nuove opportunità.

L’abilità nella scelta diventa qui fondamentale: il territorio da esplorare deve essere distante dai gusti abituali, ma non troppo da fare diventare quel regalo inappropriato.

Deve essere un passo fuori dalla "zona di comfort", ma restare coerente con chi lo riceve.

È un equilibrio delicatissimo.

L’osservazione precisa: il regalo come atto d’ascolto

Per colpire nel segno serve un'osservazione quasi psicologica. Fare un regalo "istituzionale" (perché si deve) è facile, ma raramente gratificante. Il regalo giusto, invece, nasce da un'osservazione precisa dei gusti e delle caratteristiche e dice a chi lo riceve: "Ti ho guardato, ti ho ascoltato, so chi sei".

Pensate alla differenza che passa tra regalare un paio di orecchini qualsiasi e regalare degli orecchini a clip a una persona che sapete non avere i fori alle orecchie. Nel secondo caso, non state regalando solo un gioiello: dimostrate che il regalo è avvenuto dopo un'attenta osservazione. State regalando la prova tangibile che avete prestato attenzione a un dettaglio minuscolo della sua vita. Questo è ciò che rende anche un piccolo pensiero estremamente gratificante per chi lo possiede.

Non regalare quello che so già, regalami quello che non so di amare

Spesso cadiamo nell’errore di regalare a una persona ciò che sappiamo già piacerle in modo scontato. Io, ad esempio, amo i romanzi gialli. Se sai che apprezzo Vargas e mi regali un suo libro, sarà un buco nell'acqua: li ho già letti tutti.

Il vero dono nasce invece da un’indagine. Se mi chiedessi che tipo di gialli leggo e capissi che amo la scrittura ben costruita e il giallo classico, potresti fare una ricerca e farmi scoprire un autore diverso, ma affine ai miei gusti. È quello che ha fatto mia figlia regalandomi un libro sui tarocchi. Non lo avrei mai comprato da sola, eppure lei sapeva che l'avrei gradito immensamente. Quel libro è lì che mi aspetta, e ogni volta che lo guardo vedo lei. È diventato il seme di una nuova curiosità, tanto che poi mi sono comprata anche il mazzo di tarocchi. Questo è il dono che "apre finestre": parte da un’intuizione e diventa un percorso.

Il Diario dei Dettagli

Siccome la memoria è labile, l’unico modo per non ridursi all’ultimo momento senza idee è diventare dei "collezionisti di indizi". Trovo utilissimo tenere un piccolo diario da compilare nel corso del tempo per annotare tutte quelle cose che sai che potrebbero piacere: le passioni, gli hobby, i piccoli commenti.

Se la tua amica ti ha detto che ha adorato Notre Dame de Paris quando ne ha visto un pezzo in televisione, annotalo. Se esce la data nella tua città, il biglietto può diventare un regalo bellissimo, ma se non ce l'hai scritto rischi di dimenticarlo. Non si può fare con tutti, ma almeno con le persone più vicine è un atto di cura fondamentale.

La sfida dei regali "difficili" e il fattore budget

I regali non sono tutti uguali, così come non lo sono le persone cui sono destinati.

Ci sono persone a cui si vuole fare un regalo ma senza metterle in difficoltà, evitando che si sentano in debito. Altre volte ci sono pensieri da fare a chi non si conosce bene. Questo è forse il regalo più difficile, quello che spesso diventa banale e scontato perché, per paura di essere invadenti, si sceglie la via più pigra.

L'abilità sta nel fare un gesto gentile che non risulti impegnativo ma che mantenga la sua personalità. Il budget, poi, non è sempre uguale: a volte è limitato per mezzi propri, altre perché un regalo più costoso non sarebbe opportuno nel contesto sociale.

Quando hai molti soldi a disposizione acquistare qualcosa di bello e gradito è facile, poiché la scelta è ampia.

Ma quando i soldi sono pochi? Il campo si restringe, e quello che vedi in giro è spesso "robetta". Se non hai né dati a sufficienza, né soldi, né empatia, regalare qualcosa di veramente apprezzabile diventa quasi impossibile. In questi casi, la box è perfetta perché con poco compri tanta emozione. La mia Box "Un pensiero in fiore" nasce proprio qui: ad un costo contenuto un braccialetto da solo sarebbe un pensiero carino e basta. Ma la confezione curata, il piacere della scoperta e il messaggio poetico aggiungono un valore che trasforma un regalo economicamente accessibile in un'emozione che vale molto di più.

Vedere l'effetto che fa

Per chi ama fare regali, regalare è bello quanto ricevere.

Il momento dell'attesa, nel vedere se il regalo piace, è un istante emotivamente molto bello. A Natale cerco di scartare i miei doni sempre dopo aver visto quelli degli altri: la mia gioia è in quel riflesso.

Anche quando spedisco qualcosa e lo confeziono con cura, cerco di immaginarmi le emozioni di chi lo riceve e la sua soddisfazione.

Perché il vero regalo non è mai solo l'oggetto, ma il tempo, l'osservazione e l'amore che abbiamo usato per sceglierlo, immaginando il sorriso di chi finalmente si sente capito.

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